A.I.P.A.T.A. - Associazione Italiana Professionale Attività e Terapie con animali


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Sezione Asini

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Responsabile sezione:
Dott.ssa Patrizia Reinger Cantiello

mail : asini@aipata.org




Il lavoro con l’asino ha come dimensione fondamentale l’affettività, la relazione, la comunicazione. E’ un metodo attivo che non permette mai di rimanere passivi o di isolarsi, particolarmente indicato per tutti quei disagi che hanno in comune una problematica legata all’area dell’affettività, alla gestione delle emozioni, alla relazione con se stessi e con gli altri.
L’incontro con l’asino non lascia mai indifferenti, quale che sia la reazione che provoca.
L’elemento fondante di questo percorso è, dunque, l’incontro e, grazie a questo, la possibilità di una relazione che consenta un nuovo racconto di sé. La scelta dell’asino come mediatore di una “relazione che cura” è legata a tutte quelle caratteristiche che rendono questo animale un compagno estremamente prezioso ed affidabile nei percorsi terapeutici che lo prevedono.
Relazionarsi con semplicità e attenzione è insito nel suo essere asino: l’asino riesce sempre ad ottenere la partecipazione dell’altro, sollecitandolo sul piano affettivo, intellettivo, sociale e psico-motorio.

L’asino induce disponibilità, la stessa che esprime nel cercare il contatto degli esseri umani che entrano a far parte della sua realtà: questo lo rende un elemento di aggancio importante nelle relazioni terapeutiche che faticano ad instaurarsi laddove le strategie di sopravvivenza hanno per lo più prodotto distanza dall’”altro”. Grazie all’asino la relazione si arricchisce di una possibilità di entrare in contatto con il proprio mondo affettivo e con l’altro da sé senza sentirsi minacciati. L’asino offre una relazione autentica, caratterizzata dal desiderio del contatto, ma al tempo stesso da un estremo rispetto per l’altro: l’indole dell’animale lo porta ad essere naturalmente affettuoso e curioso senza essere invadente e non si tratta tanto di “addestrarlo” alla relazione, quanto piuttosto di “abituarlo”, caratteristica estremamente importante nel lavoro sulla fiducia che è premessa indispensabile alla costruzione di relazioni significative.


L’asino si presta, con le sue dimensioni, ad essere un interlocutore sufficientemente ingombrante per essere “visto” da chi entra in relazione con lui, anche nei casi più gravi; è un animale empatico, affettuoso, coccolone, ama essere notato e “fare con”; a differenza del cavallo, non è stato disegnato per la fuga, ma per “stare”, la sua presenza non soltanto non produce inquietudine, ma anzi induce tranquillità e consente il sorriso. L’asino, dunque “sta”: con il suo corpo induce e allo stesso tempo contiene l’espressione del piacere, o anche il bisogno, della comunicazione emotiva che nel paziente è in qualche modo compromessa e che il lavoro con l’asino rimette in moto. Il lavoro con l’asino consente la riscoperta di sé, attraverso il contatto corporeo, l’attenzione alle proprie emozioni, la relazione con l’altro, l’interazione con il contesto, a vari livelli, secondo le caratteristiche di ognuno. L’asino, dunque, aiuta a ricostruire una trama personale; nell’isolamento della sofferenza, gli asini sono facilitatori eccezionali nel difficile percorso di ricerca di una motivazione.


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